Storia, Tradizioni e Cultura Otranto
Otranto, antica città messapica del Salento, vanta una storia millenaria testimoniata da numerosi scrittori latini che ne esaltarono la bellezza del mare e la ricchezza del suo entroterra. Il nome stesso di Otranto ha generato nel tempo dibattiti sulla sua origine, ma ciò che è certo è l’importanza strategica della città grazie alla sua posizione geografica. Punto di collegamento tra l’Italia, la Grecia e l’Oriente, Otranto fu un crocevia di culture e commerci, assumendo un ruolo di rilievo sin dall’antichità.
Nel corso dei secoli, gli abitanti di Otranto resistettero a numerose invasioni, tra cui quelle barbariche e gotiche, ma dovettero infine arrendersi ai Longobardi. Alla fine del VI secolo, la città cadde sotto il dominio bizantino, che la fortificò ulteriormente, rendendola un bastione inespugnabile. Fu proprio durante la seconda dominazione bizantina che Otranto raggiunse il suo massimo splendore, con l’affermarsi del rito greco e l’introduzione di numerose innovazioni artistiche e culturali.
Con il Medioevo, il porto di Otranto, già fiorente in epoca romana, divenne uno dei più importanti scali del dominio bizantino, tanto che la città assunse il nome di “Terra d’Otranto”. Tuttavia, la sua centralità attirò l’attenzione di nuovi conquistatori: i Normanni, che subentrarono ai Bizantini, migliorarono le infrastrutture esistenti senza stravolgerle, rafforzando il castello e le mura difensive. Fu proprio in questo periodo che venne consacrata la maestosa Cattedrale di Otranto, divenendo il fulcro della vita religiosa e sociale della città. Nel frattempo, il porto accoglieva i cavalieri cristiani diretti in Terra Santa per le Crociate.
Successivamente, Otranto passò sotto il dominio degli Angioini e poi degli Aragonesi. Tuttavia, nel 1480 la città subì una delle più drammatiche invasioni della sua storia: i Turchi ottomani la conquistarono, perpetrando massacri e devastazioni. Simbolo di questo tragico evento furono i cosiddetti “Beati Martiri di Otranto”: 800 uomini che, rifiutando di convertirsi all’Islam, furono barbaramente decapitati sul Colle della Minerva. Nel 1481, gli Aragonesi riconquistarono la città, ricostruendo quanto era stato distrutto, inclusi la Cattedrale e l’Abbazia di Casole, che per secoli fu un importante centro culturale.
Nel XVI secolo, Otranto conobbe un periodo di relativa stabilità, pur rimanendo contesa tra Veneziani, Ottomani e Angioini. Tuttavia, la città riuscì a resistere alle incursioni, anche se a partire dalla seconda metà del Seicento iniziò un progressivo declino. Le minacce turche causarono un arresto delle attività commerciali e culturali, portando molti abitanti ad abbandonare la città. Le terre circostanti, lasciate incolte, si trasformarono in zone paludose, favorendo la diffusione della malaria. Nel XIX secolo, la situazione era drammatica: la campagna attorno ai Laghi Alimini era in stato di abbandono, così come le masserie un tempo fiorenti.
Fu solo nella seconda metà dell’Ottocento che iniziarono importanti opere di bonifica, che permisero la ripresa dell’agricoltura e la scomparsa della malaria. Oggi, Otranto è una delle mete turistiche più ambite del Salento, grazie al suo meraviglioso centro storico, alle caratteristiche viuzze costellate di botteghe artigiane specializzate nella lavorazione della cartapesta e del ferro battuto, e ai suoi numerosi monumenti di inestimabile valore. Tra questi spiccano la Cattedrale di Otranto con il celebre mosaico pavimentale, la Chiesa di San Pietro, il Castello Aragonese, la suggestiva cava di Bauxite, la Baia dei Turchi, la spiaggia degli Alimini, il Faro di Punta Palascia e la splendida area dei Laghi Alimini.
Imperdibile, infine, la Festa dei Martiri, che si celebra il 13, 14 e 15 agosto in onore degli 800 uomini che diedero la vita per la loro fede. Durante questi giorni, la città si anima di celebrazioni religiose, processioni e manifestazioni culturali, mantenendo viva la memoria di un passato glorioso e drammatico che ha reso Otranto una città unica nel suo genere.